L’emergenza dei parcheggi e del traffico sta diventando la vera priorità di Cefalù. Se non si troverà una soluzione seria e strutturale, la città rischierà di rimanere prigioniera delle automobili, perdendo vivibilità, bellezza e qualità turistica.



Ogni estate assistiamo alle stesse scene: lunghe code, automobilisti alla ricerca esasperata di un posto, residenti in difficoltà, marciapiedi troppo stretti o occupati e intere strade trasformate in parcheggi permanenti.
Nel 2026 continuiamo a intervenire con modifiche temporanee alla sosta, nuove ordinanze e orari differenti della ZTL. Sono provvedimenti necessari per affrontare le emergenze, ma non possono sostituire un vero progetto per il futuro.
Quest’anno eviterei anche di mandare una delegazione alla BIT di Milano per pubblicizzare Cefalù. Prima di promuovere ulteriormente la nostra destinazione, dobbiamo imparare a offrire una vera accoglienza, perché l’accoglienza non si improvvisa.
È inutile aumentare continuamente i posti letto, le strutture ricettive e le attività commerciali se, nei momenti di maggiore affluenza, gli unici risultati visibili sono il traffico, le polemiche e i disservizi. La promozione deve procedere insieme alla programmazione: prima si organizza la città, poi la si presenta al mondo.
Cefalù ha bisogno di un nuovo Piano urbano del traffico, di parcheggi di interscambio agli ingressi della città, di navette elettriche frequenti, di collegamenti efficienti con il centro e di un sistema digitale che indichi in tempo reale i posti disponibili.
In alcune strade si potrebbe introdurre il senso unico, eliminare la sosta e recuperare spazio per marciapiedi ampi, percorsi accessibili alle carrozzine e piste ciclabili sicure, come mostra questa immagine.
Non si tratta di dichiarare guerra alle automobili né di eliminare parcheggi senza offrire alternative. Si tratta di impedire che le auto occupino ogni metro quadrato disponibile e paralizzino la città.
Se non progettiamo oggi una mobilità diversa, domani ogni nuovo visitatore sarà percepito come un problema anziché come una risorsa.
Cefalù deve scegliere: continuare a promuoversi senza essere pronta oppure costruire finalmente una città più accessibile, ordinata, accogliente e vivibile per residenti e visitatori.
**Nota sulle immagini:** le immagini proposte sono puramente rappresentative e non costituiscono progetti tecnici o definitivi. Non vogliono suscitare polemiche, ma stimolare l’immaginazione, rendere i contenuti più comprensibili e favorire un confronto costruttivo sulle possibili trasformazioni della città

