Immaginate un grande evento internazionale dedicato al trekking, capace di unire Cefalù e le Madonie in un’unica esperienza. Tre giorni di cammino a tappe, attraverso sentieri panoramici, antiche mulattiere, boschi, valli, piccoli borghi e paesaggi che si estendono dal mare alle vette del Parco delle Madonie.
Non una competizione sportiva, ma un’esperienza di scoperta, capace di attrarre appassionati da tutta Europa e dal resto del mondo. L’evento potrebbe lasciare un’eredità concreta: creare nuovi sentieri, recuperare quelli dimenticati, valorizzare i percorsi esistenti, installare una segnaletica moderna e collegare l’intero patrimonio escursionistico delle Madonie basse e alte.
Ogni tappa diventerebbe una festa del territorio, coinvolgendo i comuni delle Madonie basse — Cefalù, Lascari, Campofelice di Roccella, Gratteri, Isnello, Collesano e altri paesi — con degustazioni, musica, artigianato, prodotti locali e racconti delle tradizioni.
Ma si potrebbe andare anche oltre.
Accanto al trekking, si potrebbe organizzare anche un evento di turismo equestre della durata di tre giorni, con passeggiate a cavallo lungo percorsi dedicati tra boschi, campagne e borghi storici. Un’esperienza straordinaria per gli appassionati di equitazione, capace di valorizzare le numerose aziende equestri del territorio e di attrarre un segmento del turismo internazionale in forte crescita.
Due eventi nello stesso periodo, uniti da un unico obiettivo: vivere il territorio in modo lento, autentico e sostenibile. Il turismo di oggi cerca esperienze, non solo destinazioni. Sempre più viaggiatori scelgono di camminare, pedalare o andare a cavallo per conoscere un luogo, entrando in contatto con la natura, le persone e la cultura locale.
Perché non rendere le Madonie tra dei distretti leader in Italia per il turismo outdoor? Forse il futuro del nostro territorio non passa solo dalla spiaggia. Forse passa da un sentiero, da un cavallo, e dalla capacità di mostrare al mondo un patrimonio che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi.


