Da qualche tempo, per via della mia attività commerciale, percorro quotidianamente via Gibilmanna, sia in entrata sia in uscita da Cefalù. Vivendola ogni giorno, mi sto rendendo conto, sempre più chiaramente, di quanto questa strada sia diventata pericolosa. Mi sorprende che una situazione così grave non sia ancora stata seriamente inserita nell’agenda dell’Amministrazione comunale.
La percorribilità pedonale è molto limitata e, in alcuni tratti, quasi inesistente. Sui muri e sulle facciate delle abitazioni sono visibili i segni del traffico continuo, mentre i residenti devono convivere ogni giorno con fumi, polveri e un inquinamento acustico ormai insostenibile.
In discesa, molte automobili superano abbondantemente i 70 chilometri orari. In salita, invece, la strada sembra trasformarsi in un circuito: accelerazioni violente, motori spinti al massimo, impennate e sorpassi pericolosi. In queste condizioni, davanti alle strisce pedonali, i tempi di reazione e gli spazi di frenata risultano praticamente inesistenti.
Sappiamo tutti cosa potrebbe accadere. Ogni giorno assisto a situazioni che potrebbero sfociare in incidenti gravissimi e mi è già capitato più volte di prestare soccorso a persone in difficoltà.
Non possiamo inoltre dimenticare che lungo questa strada si trovano una scuola superiore e un asilo. Bambini, studenti, famiglie e residenti attraversano quotidianamente una via in cui, troppo spesso, non vengono rispettati neppure i limiti più elementari di prudenza.
Se questa è una delle principali porte d’ingresso di Cefalù, il primo messaggio che offriamo ai visitatori è quello di una città caotica, rumorosa e poco sicura. Ma, soprattutto, stiamo costringendo i residenti a convivere con un fenomeno che peggiora ogni giorno la loro qualità della vita.
Com’è possibile che, fino a oggi, l’Amministrazione e le autorità competenti non abbiano affrontato seriamente il problema? Perché non installare dissuasori di velocità dove consentito, attraversamenti pedonali rialzati o, meglio, illuminati, segnaletica più visibile e dispositivi di controllo della velocità? Perché non intensificare i controlli sui mezzi più rumorosi e avviare un monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico?
Via Gibilmanna ha urgente bisogno di un piano complessivo di sicurezza: protezione dei pedoni, riduzione della velocità, controlli costanti e interventi concreti sulla viabilità.
Cosa stiamo aspettando? Che accada qualcosa di irreparabile?
Non possiamo intervenire soltanto dopo una tragedia. La sicurezza si garantisce prevenendo i pericoli, non limitandosi a commentarne le conseguenze. È il momento di agire, prima che sia davvero troppo tardi.


