Qualche giorno fa ho fatto una passeggiata sotto la Rocca e, sinceramente, mi sono vergognato.








Uno dei luoghi più belli e preziosi di Cefalù è segnato da sporcizia, incuria, gradinate rovinate, vegetazione invadente e angoli dimenticati. La verità è che non abbiamo compiuto alcun passo avanti. Anzi, in alcuni punti sembra che siamo persino tornati indietro. Eppure proviamo a immaginare che cosa potrebbe diventare questo luogo.
Un percorso che parte dalla Rocca e attraversa gradinate restaurate, vicoli in pietra, giardini mediterranei e piccole gallerie d’arte all’aperto. Ceramiche siciliane, piante aromatiche, fiori e un’illuminazione discreta potrebbero accompagnare cittadini e visitatori fino alla piazza, attraversando il cuore più autentico della città.
Sarebbe una passeggiata straordinaria, affacciata sul mare, sui tetti del centro storico e sulle torri della Cattedrale. Una nuova attrazione capace di unire paesaggio, arte, cultura e identità.
Le immagini che presento mettono a confronto **l’oggi e il domani**. Non vogliono nascondere la realtà, ma mostrare quanto potenziale stiamo sprecando e che cosa potremmo realizzare con una visione chiara.
Cefalù ha bisogno di un grande progetto di decoro urbano e di riqualificazione del centro storico.**
Non bastano piccoli interventi isolati, occasionali e privi di una regia comune. Occorre un piano complessivo per recuperare vicoli, gradinate, mura, piazze, facciate, l’illuminazione, il verde pubblico e i percorsi pedonali, nel rispetto della storia dei luoghi.
Ma il decoro non può fermarsi al centro storico.
Anche i quartieri residenziali, le periferie, le contrade e gli ingressi della città meritano spazi moderni, funzionali e dignitosi. Pulizia, sicurezza, manutenzione, verde curato e arredo urbano devono diventare la normalità, non l’eccezione.
In futuro parleremo anche di mobilità, servizi, turismo, cultura, lavoro e sviluppo. Oggi, però, dobbiamo partire da un principio essenziale: **il rispetto per la nostra città**.
Una comunità che non si prende cura dei propri luoghi rischia di perdere lentamente la propria identità e la fiducia dei cittadini.
Come possiamo continuare a stare zitti? Come possiamo abituarci a tutto questo e considerarlo normale?
Non basta lamentarsi in privato o voltarsi dall’altra parte. Dobbiamo denunciare ciò che non funziona, proporre soluzioni concrete e costruire una visione condivisa, coinvolgendo cittadini, residenti, associazioni, artisti e imprenditori.
In un modo o nell’altro, cambieremo il nostro paese.
Una Cefalù più bella, pulita, verde, artistica e dignitosa non è soltanto un sogno: è un obiettivo.E dobbiamo cominciare a costruirlo adesso

